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Trasferimento di un feretro senza aprire la cassa da morto: ecco cosa sapere

13 Giugno 2024
Trasferimento di un feretro senza aprire la cassa da morto: ecco cosa sapere

Si sa, il tempo passa, e talvolta le circostanze richiedono il trasferimento della salma di un caro estinto. Un momento delicato, che necessita di chiarezza e rispetto. In questo articolo, ti spiegheremo le procedure e le leggi che regolano il trasferimento del feretro, così da essere certi di fare le cose nel modo corretto.

Quando il trasferimento della salma di rende necessario?

Diverse ragioni possono portare alla necessità di trasferire un feretro:

  • Scadenza della concessione cimiteriale: al termine del periodo di concessione del loculo o della tomba, i familiari possono decidere di trasferire la salma in un altro luogo di sepoltura.
  • Riunificazione familiare: talvolta, si desidera riunire i resti di più familiari in un unico luogo di sepoltura, richiedendo il trasferimento di uno o più feretri.
  • Vicinanza ai propri cari: il trasferimento della salma può essere motivato dal desiderio di avere la sepoltura del defunto più vicina al luogo di residenza dei familiari.

Le procedure da seguire durante il trasferimento della salma

Il trasferimento del feretro richiede che vengano rispettate alcune procedure amministrative e operative:

  1. Richiesta di autorizzazione: u familiari devono presentare una richiesta di autorizzazione al Comune o all’ente gestore del cimitero di partenza e di destinazione.
  2. Reperire la documentazione necessaria: la richiesta deve essere corredata da documenti come l’atto di morte, il certificato di concessione cimiteriale e l’eventuale nulla osta sanitario.
  3. Estumulazione: una volta ottenuta l’autorizzazione, si procede all’estumulazione del feretro, operazione che deve essere eseguita da personale specializzato.
  4. Trasporto: il feretro viene trasportato nel luogo di destinazione con un mezzo apposito e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie.
  5. Tumulazione o inumazione: giunti a destinazione, il feretro viene tumulato in un loculo o inumato in una tomba.

La normativa di riferimento

Il trasferimento del feretro è regolamentato dal DPR 285/1990 (Regolamento di Polizia Mortuaria) e dal DPR 254/2003, che definisce i “resti mortali” dopo 10 anni di inumazione o 20 anni di tumulazione.

Il Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 254/2003 ha introdotto un’importante novità nel panorama normativo, chiarendo la definizione del contenuto all’interno della bara dopo un ciclo di sepoltura. In passato, potevano sorgere dubbi sulla classificazione dei resti dopo un certo periodo di tempo. Ora, la normativa stabilisce che, trascorsi 10 anni dall’inumazione (sepoltura nel terreno) o 20 anni dalla tumulazione (sepoltura in loculo o tomba), ciò che rimane all’interno della bara non è più considerato né “cadavere” (corpo del defunto nei primi giorni dopo il decesso) né “resti ossei” (scheletro completamente mineralizzato), ma viene definito “resti mortali“.

Questa precisazione è fondamentale perché apre nuove possibilità nel trattamento dei resti, offrendo ai familiari diverse opzioni. Nel caso specifico illustrato, la volontà è quella di trasferire i resti mortali senza procedere a ulteriori interventi, come la trasformazione in resti ossei tramite un ciclo ridotto di inumazione o la cremazione. Si desidera, dunque, che i resti mortali continuino il loro naturale processo di trasformazione all’interno della nuova sepoltura.

Per quanto riguarda la compilazione del verbale di estumulazione, è corretto utilizzare il termine “resti mortali”, in linea con la definizione introdotta dal DPR 254/2003. Per essere precisi, è bene ricordare che il termine “salma” si riferisce al defunto dal momento del decesso fino alla dichiarazione di morte da parte del medico necroscopo. Successivamente, si parla di “cadavere” fino al raggiungimento dei 10 o 20 anni di sepoltura, a seconda del tipo di sepoltura. Solo dopo questo periodo, i resti vengono classificati come “resti mortali”.

È importante sottolineare che la circolare del Ministero della Salute n. 10/1998, pur contenendo disposizioni in materia di estumulazione e trattamento dei resti, è stata in parte superata dal DPR 254/2003. Pertanto, la normativa nazionale prevale su eventuali indicazioni contenute nella circolare che risultino discordanti.

Nello specifico, la circolare del 1998 prevedeva l’obbligo di inumazione dei resti mortali dopo 20 anni dalla tumulazione o prima di 20 anni, con la possibilità di tumulazione nella stessa o in altra sepoltura solo dopo il ripristino dell’impermeabilità del feretro tramite “rifascio”. Tuttavia, il DPR 254/2003 ha introdotto la nuova definizione di “resti mortali”, superando in parte queste disposizioni e offrendo maggiore flessibilità nel trattamento dei resti dopo un certo periodo di sepoltura.

Il rifascio del feretro

In alcuni casi, i familiari possono optare per il rifascio del feretro originale con un cassone di zinco, evitando l’apertura della cassa e il contatto diretto con i resti del defunto. Questa procedura è perfettamente legale e rispettosa.

Il ruolo dei familiari

Il trasferimento del feretro può avvenire solo su richiesta dei familiari aventi titolo, ovvero coniuge/convivente, parenti di primo grado (genitori e figli) e parenti di grado superiore. La decisione richiede la maggioranza dei consensi, che diventano unanimità nel caso di cremazione delle ceneri.

Affidatevi alla nostra esperienza

La nostra agenzia di onoranze funebri “Onoranze Funebri La Simonetta dal 1946” è al vostro fianco in ogni fase del trasferimento del feretro, offrendovi un servizio completo e professionale. Ci occuperemo di tutte le pratiche burocratiche legate al trasferimento, dell’organizzazione del trasporto e della tumulazione o inumazione nel nuovo luogo di sepoltura.

Il nostro personale qualificato e discreto vi accompagnerà con rispetto e sensibilità in questo momento delicato, garantendo il massimo rispetto per le volontà del defunto e delle normative vigenti. Svolgiamo queste attività da oltre 70 anni a Milano e provincia e sappiamo come gestire al meglio queste situazioni con il Comune.

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