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Curiosità sul nome “becchino” … dove nasce questo termine?

26 Gennaio 2021
Curiosità sul nome “becchino” … dove nasce questo termine?

Termine noto fin dall’antichità, “becchino” è una parola che indica chi lavora in un’agenzia funebre.

Il becchino, oggi detto anche necroforo, si occupa della sepoltura dei morti e delle pratiche ad essa connesse come la traslazione, l’esumazione, l’estumulazione, la tumulazione e la cremazione delle ceneri.

L’utilizzo di questa parola ha origini molto antiche ma la sua etimologia non è certa. Si fa risalire, in genere, a due ambiti: quello naturale e quello sociale.

Esistono, infatti, dei coleotteri che depositano le uova all’interno dei cadaveri di altri animali e prendono il nome di Nicrophorus vespillo.

Storicamente, invece, il becchino era colui che si accertava che le persone fossero realmente morte. Nel Medioevo, difatti, l’unico sistema per constatare la morte era “beccare” il corpo dei cadaveri e vedere se avessero qualche tipo di reazione.

Questa figura ha sempre destato un interesse popolare tanto che, la parola becchino, è stata utilizzata in molti film e nei testi di diverse canzoni celebri. 

Il termine nel tempo ha avuto diverse accezioni, da quella negativa a quella goliardica.

In alcune culture si dice che il becchino porti sfortuna, a causa del contatto quotidiano con i cadaveri e con la morte in generale. 

In realtà, il mestiere del necroforo richiede una formazione specifica e una grande empatia nei confronti di chi ha subito un lutto e sta affrontando la scomparsa di una persona cara. 

Il becchino, infatti, non si occupa solo delle pratiche relative al funerale, ma il suo compito è proprio quello di accompagnare il defunto e i suoi familiari in momento di grande sofferenza e di passaggio.

Nella cultura cattolica il ruolo del becchino è molto rispettato, poiché si tratta di colui che si occupa di tutti i rituali religiosi legati al funerale e della sepoltura dei defunti.

Scopriamo qualcosa in più sulla parola becchino. 

Chi è il becchino o necroforo

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Necroforo, becchino, beccamorto o vespillone sono tutti termini che si riferiscono a chi si occupa della sepoltura o della cremazione delle ceneri.

Il becchino è l’addetto alle onoranze funebri che si prende cura della salma, delle pratiche burocratiche e legali relative alla sepoltura e dei rapporti con i parenti del deceduto.

Questo professionista, quindi, gestisce:

  • la traslazione; 
  • l’esumazione; 
  • l’estumulazione;
  • la tumulazione dei feretri;
  • la gestione delle salme (composizione, vestizione e sepoltura).

La professione del necroforo, purtroppo, visto il contatto continuo con la morte, assume una connotazione negativa e poco edificante. In realtà si tratta solo di uno stereotipo per cui alla figura del becchino si associano la sofferenza e il dolore collegati alla scomparsa di una persona.

In America, al contrario, il direttore della casa funeraria e gli operatori funebri in generale sono trattati con molto rispetto. Il loro ruolo, infatti, viene considerato fondamentale per affiancare la famiglia in lutto e occuparsi di organizzare la cerimonia religiosa

Gli addetti alle pompe funebri sono le prime persone con cui i familiari del defunto entrano in contatto subito dopo la perdita.

Qual è l’origine del nome becchino

Il termine becchino o necroforo viene utilizzato in biologia per indicare alcune specie di coleotteri che depongono le loro uova nelle carogne di altri animali, come topi o altre piccole specie. Il più noto è il Nicrophorus vespillo.

Tuttavia, l’origine più accreditata è quella che lo collega alla pratica medievale di “beccare” i piedi dei defunti per accertarsi che fossero realmente morti. I primi riferimenti a questo termine sono fra il 1348 e il 1353, anni in cui la peste nera si diffuse in tutta Europa facendo milioni di vittime.

Nel Medioevo il beccamorto era l‘impresario delle pompe funebri che aveva il compito di mordere il tallone o l’alluce del defunto per vedere se il corpo potesse ancora reagire o meno. Il morso, infatti, provocava un dolore così intenso da provocare una reazione nel caso la persona fosse stata ancora in vita.

Questa professione si sviluppò proprio in concomitanza con la nascita delle banche e dei Comuni. Durante quel periodo, infatti, le persone si fingevano morte per sfuggire ai creditori e le banche furono costrette a cercare una soluzione. 

Il beccamorto, quindi, era una sorta di ispettore che collaborava con le banche per scovare i debitori e verificare che fossero morti sul serio.

Il morso era uno dei pochi metodi validi per controllare che il debitore non fingesse, se non si era in possesso di conoscenze mediche. 

Fu così che quella del becchino divenne una vera e propria professione.  

Perché si dice che il becchino porti sfortuna

È credenza comune e radicata che il becchino sia una sorta di “uccello del malaugurio” e porti sfortuna. La superstizione legata a questa professione nasce dal contatto quotidiano che il necroforo ha con i cadaveri.

Per cui, la figura del becchino viene spesso accostata a quelle dei corvi e degli avvoltoi che volano intorno ai cadaveri e beccano i morti.

In realtà, questa superstizione è poco fondata.

Il significato della parola becchino, deriva sul serio dalla parola beccare (non è un caso che uno dei suoi sinonimi sia proprio beccamorto). Per avere un quadro chiaro, però, non bisogna intendere il verbo beccare con un’accezione negativa. 

In realtà il significato a cui collegarlo è “prendere con una certa rapidità”, proprio come quando nel linguaggio comune si usano le locuzioni “ho beccato un raffreddore, ho beccato una multa, se mi becca sono guai”.

Per cui il beccamorto o becchino è colui che becca, prende i morti. 

A livello etimologico, quindi, l’accezione negativa del termine non deriva dalla parola in sé ma dal legame che questo lavoro ha con la morte.

Tuttavia, considerando il ruolo fondamentale che il necroforo ha quando scompare una persona cara, sarebbe il caso di allontanare la superstizione e concentrarsi sul suo aspetto umano e professionale. 

Noi siamo onorati di fare i becchini o necrofori a Milano

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Quando si affronta un lutto, il ruolo del necroforo è di fondamentale importanza. Questa figura, infatti, è la prima persona che si chiama quando muore un parente o un amico.

L’addetto alle pompe funebri cura tutte le pratiche legate alla sepoltura dei morti e all’organizzazione del rito funebre. Per questo motivo deve essere una persona sensibile, rispettosa del dolore e della privacy.

Noi di Onoranze Funebri La Simonetta ci occupiamo dell’organizzazione di funerali da oltre 70 anni e sappiamo bene quanto sia importante muoversi con professionalità.

Il servizio funebre ha una funzione vitale nell’accettazione della morte e nell’elaborazione del lutto. Una celebrazione generica, in cui non si dà il giusto significato al dolore per la perdita di una persona cara, rende molto complicato affrontare i giorni a venire.

Nel tempo, abbiamo imparato che il funerale è un momento davvero significativo. Serve per fermarci a riflettere sul significato della vita e su quanto il defunto sia stato importante per noi.

Svolgere al meglio il nostro lavoro è un vero onore poiché ci permette di accompagnare la famiglia e gli amici, sostenendoli in un momento di grande tristezza.

Un servizio funebre è un momento per onorare una persona cara, riflettere sulla vita e avviare un processo di guarigione. Per noi, ogni servizio è unico, come lo erano le persone in vita. Per questo motivo riteniamo così importante la figura del becchino.

Per informazioni sui nostri servizi funebri e per conoscere il costo di un funerale, contattaci. I nostri operatori funebri ti aiuteranno a gestire tutte le pratiche per l’ultimo saluto ai tuoi cari.

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