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Il ruolo del medico dopo la morte di un paziente

26 Aprile 2022
Il ruolo del medico dopo la morte di un paziente

Quando si parla della morte di qualcuno o di un paziente si pensa che le persone più importanti siano i familiari che lo assistono durante i suoi ultimi attimi di vita e l’impresa di onoranze funebri che prepara la salma e organizza il funerale. In realtà, c’è anche un’altra figura essenziale ed è quella del medico

Il ruolo del medico dopo la morte del paziente, così come nei suoi ultimi momenti di vita, è fondamentale. 

Lo accompagna verso una morte tranquilla e, successivamente, ne accerta il decesso. Il suo compito più importante è appunto quello di constatare che sia avvenuta effettivamente la morte, e non soltanto una morte apparente, e per dare quindi il via per organizzare un funerale

Tuttavia, c’è molta confusione sul ruolo del medico dopo la morte del paziente. 

Prima che la famiglia possa chiedere alle onoranze funebri il preventivo per un funerale, ha luogo un preciso iter. Innanzitutto il medico deve constatare il decesso, dopodiché deve stabilire qual è stata la causa della morte e infine deve certificarla. Per fare tutto questo è obbligato a compilare particolari documenti che vedremo a breve. 

Onoranze Funebri La Simonetta dal 1946 collabora con i medici durante la preparazione della salma per renderla perfetta in vista del commiato e della celebrazione, sia in caso di funerale economico che elegante. 

Ma prima di informarti su quanto costa un funerale a Milano e iniziare i preparativi, cerchiamo di capire qual è il ruolo del medico dopo la morte del paziente. 

Cosa dice il certificato di constatazione del decesso

medico che compila il certificato di constatazione del decesso di un paziente

Appena avviene la morte, la prima cosa che il medico deve fare è constatare che si tratti di un decesso effettivo. In poche parole deve fare la constatazione, o diagnosi, di morte

Il medico è infatti l’unica persona che può dichiarare una persona deceduta. Fino a quel momento, deve essere considerata in vita e bisognosa di assistenza. Ecco perché il medico deve prestare la sua opera, anche occasionale e fuori dai suoi abituali orari di lavoro, nel momento in cui viene chiamato dalla famiglia o dal personale ospedaliero (per pazienti ricoverati).

In realtà, non esiste una vera e propria normativa che disciplina questa fase. Si tratta semplicemente di uno degli obblighi del medico.

Per accertare la morte verifica i parametri vitali, quindi il battito cardiaco, la respirazione e il sistema nervoso. Infatti, per evitare casi di morte apparente la sepoltura non può avvenire mai prima delle 24 ore. 

All’interno di un ospedale questo compito viene svolto dal medico ospedaliero mentre, se la morte avviene al di fuori di una struttura, a farlo dovrà essere il cosiddetto medico necroscopo. Questa figura non è altro che un medico indicato dall’ASL che può essere chiamato dalla famiglia per dichiarare la reale morte di una persona in qualsiasi momento.

Al termine della visita, il medico deve stilare un certificato di constatazione del decesso che costituisce atto pubblico dove dichiara l’avvenuta morte. 

Un esempio di certificato di constatazione del decesso

Il certificato di constatazione del decesso è un documento compilato su carta e rilasciato ai familiari sul quale il medico dichiara l’accertamento della morte. Il certificato è molto importante perché tutti gli adempimenti successivi, quindi l’organizzazione del funerale così come le disposizioni per la sepoltura o la cremazione, avvengono da questo momento in poi. 

A compilare il certificato di constatazione del decesso può essere qualunque medico sia intervenuto sia su richiesta della famiglia. Per la compilazione non deve seguire particolari formalità, se non dichiarare l’accertamento. 

È però necessario fare una precisazione circa il certificato di constatazione del decesso. Questo non deve essere confuso con l’avviso di morte, che è quello compilato dai familiari o dal personale della struttura sanitaria per comunicare il decesso all’Ufficiale dello Stato Civile. E non va nemmeno confuso con la scheda di morte, che vedremo tra poco, e che va compilata dal medico al posto del certificato. 

Il medico constata la morte in ospedale o a casa. Cosa cambia nel processo?

Una delle situazioni più comuni che si possano verificare è quella della morte in casa. Se ti accorgi che il tuo caro non dà più segni di vita, la prima cosa che devi fare è chiamare il medico. Questo deve infatti accertare la morte il prima possibile, perché ha solo 24 ore a disposizione per accertare la morte e compilare la scheda ISTAT che lo dichiara. 

Se chiami il 118, sarà il medico del pronto soccorso a dichiarare la morte. Diversamente, può essere anche il Medico di Continuità Assistenziale oppure il Medico di Medicina Legale. 

Un secondo caso molto comune è poi quello della morte in ospedale o in casa di riposo. Chiaramente, in questa situazione è il personale della struttura ospedaliera o sanitaria ad accorgersi della morte e quindi chiamare il medico per procedere con l’accertamento del decesso. In ospedale, per evitare i casi di morte apparente, ogni due ore dopo la morte vengono effettuati degli esami dei parametri vitali.  

In entrambi i casi, le onoranze funebri possono intervenire per l’organizzazione del funerale economico o elegante solamente dopo la dichiarazione di morte, fermo restando che la sepoltura non può avvenire prima che siano trascorse 24 ore. A questa regola fanno eccezione solamente i casi nei quali non si può avere alcun dubbio sulla morte come nel caso di incidente traumatico o di decomposizione. 

E se il decesso avviene in un luogo pubblico?

decesso in luogo pubblico accertamento del medico 118

Può anche capitare il caso in cui una persona abbia un malore mentre si trova fuori casa e il decesso avvenga quindi in un luogo pubblico. A questo punto può essere trovata da un passante che si premura di chiamare il 118 per far arrivare l’ambulanza. Sarà quindi il medico del 118 a effettuare la diagnosi di morte.

Cos’è la scheda di morte?

La scheda di morte è un documento che ha assunto diversi nomi. Alcuni la chiamano Denuncia di causa di morte, altri solamente Denuncia di morte. Comunque la si chiami, questa scheda deve essere compilata entro le 24 ore dal decesso

La scheda è composta da due parti: 

  • Parte sanitaria, deve essere compilata dal medico che dichiara la morte e vi devono essere indicate, tra le altre cose, il luogo del decesso e la causa; 
  • Parte anagrafica, che va compilata dall’Ufficiale di Stato Civile del Comune nel quale è avvenuto il decesso.

A questo punto si aprono due strade in base a dove è morta la persona. 

Se la morte è avvenuta in abitazione privata dove sia stata prestata assistenza medica, il ruolo del medico dopo la morte del paziente è quello di redigere il certificato di constatazione. La scheda ISTAT viene invece compilata dal medico di assistenza primaria in base ai suoi orari di lavoro, ma sempre entro le 24 ore. Nel caso in cui lui non sia reperibile, può farlo anche la Guardia Medica o il medico necroscopo. 

Nel caso in cui non sia intervenuto il medico curante, a redigere la scheda sarà il medico necroscopo. A meno che la morte non sia avvenuta in condizioni incerte e sia quindi necessario l’intervento del medico legale. Questa incertezza sulla determinazione delle cause deve però emergere dalla scheda di morte, affinché venga realizzata una successiva autopsia. Può essere lo stesso medico necroscopo a richiedere l’autopsia all’autorità giudiziaria per fare luce sulle cause di morte, ma possono essere anche gli stessi familiari a farne richiesta. 

In cosa consiste l’accertamento necroscopico

Le ASL devono sempre garantire il servizio di segnalazione e tenere un medico necroscopo a disposizione per intervenire nel momento in cui ce ne sia bisogno. 

L’accertamento necroscopico consiste nell’accertare la morte di una persona. Il ruolo del medico dopo la morte del paziente è quindi quello di recarsi nel luogo in cui è avvenuto il decesso per procedere a una visita della salma. Può essere il primo a vederlo, nel caso in cui la persona sia deceduta in casa senza assistenza sanitaria, oppure può intervenire dopo la visita del medico curante. 

Nel caso in cui la scheda di morte sia stata compilata dal medico curante, il medico necroscopo deve accertarsi che quanto attestato nella scheda e quanto riscontrato durante la sua visita al defunto siano in accordo. Inoltre, se il medico curante non è stato in grado di stabilire quale sia stata la causa di morte, dovrà essere il medico necroscopo a farlo, valutando anche se sia una morte naturale o violenta. In questo secondo caso, o se le cause della morte sono indeterminabili, è suo compito avvisare l’autorità giudiziaria affinché vengano svolte le indagini del caso e l’eventuale autopsia. 

C’è una differenza tra medico legale e necroscopo

Parlando del ruolo del medico dopo la morte del paziente abbiamo nominato due diverse figure: il medico necroscopo e il medico legale.

Chi sono e di cosa si occupano?

Iniziamo dal medico necroscopo. Come abbiamo già detto, si tratta di un medico che viene incaricato dall’ASL per rispondere alla chiamata delle famiglie che hanno appena subito un lutto, recarsi sul posto e certificare il decesso. L’intervento del medico necroscopo avviene generalmente tra le 15 e le 24 ore dopo il decesso, in questo senso può intervenire dopo il medico curante. Si fa eccezione a questi limiti temporali solamente nei casi di decapitazione, decomposizione, maciullamento o malattia infettiva. Nelle strutture ospedaliere, a ricoprire questo ruolo è il direttore sanitario oppure un altro medico delegato.

Il medico legale, come dice il suo nome, è un dottore laureato in medicina il cui lavoro unisce sia il campo medico che quello giuridico. Il medico legale deve accertare le cause del decesso quando avvengono, ad esempio, degli incidenti. Ma deve farlo anche quando il medico necroscopo non è in grado di stabilirle durante la sua visita. In poche parole, il medico legale accerta lo stato di salute di una persona per poi agire in giudizio.

Chi si occupa della comunicazione del decesso?

persona morta in attesa di accertamenti dal medico legale

La comunicazione del decesso deve avvenire nei confronti dell’Ufficiale di Stato Civile. In base al luogo e alle modalità in cui è avvenuta la morte, l’iter è differente. 

Se la morte è avvenuta in casa con assistenza da parte del medico curante, sono i congiunti a dover comunicare il decesso all’Ufficiale di Stato Civile. Questa regola è uguale in tutta Italia, anche se possono variare le modalità di comunicazione in base al Comune e alla Regione in cui ha avuto luogo il decesso. In questo caso, il Comune predispone l’Atto di Morte a cui poi allegherà il certificato del medico e la scheda di morte.

Nel caso in cui la morte sia sempre avvenuta in casa ma senza l’assistenza sanitaria, i familiari devono sempre provvedere a comunicare la morte. A fronte di questa comunicazione, il Comune invierà un medico necroscopo per accertare la causa della morte. 

Se il decesso è avvenuto in ospedale, l’Avviso di Morte deve essere trasmesso dal direttore sanitario o da altro medico delegato. 

Infine, per morte in luogo pubblico gli accertamenti del caso vengono fatti dal personale del 118 che può eventualmente informare il medico curante, nel caso in cui fosse a conoscenza delle condizioni di salute del suo paziente.  

Cos’è l’avviso di morte e dove avviene?

Nel paragrafo precedente abbiamo parlato di un documento chiamato “Avviso di Morte”. Di cosa si tratta esattamente?

Se hai fatto attenzione, ti sarai accorto che l’Avviso di Morte deve essere inviato solamente nel momento in cui la morte avviene in ospedale. In tutti gli altri casi, i familiari o il personale medico si devono solamente limitare a comunicare il decesso. 

L’onere dell’Avviso di Morte è stabilito per legge in caso di morte in ospedale, collegio, istituto o stabilimento qualsiasi e a doverlo trasmettere è il direttore o chi ne è delegato dall’amministrazione.

A questo punto il ruolo del medico dopo la morte del paziente è concluso. Il decesso è stato definitivamente accertato e la famiglia può avviare l’organizzazione del funerale. Qui interveniamo noi di Onoranze Funebri La Simonetta dal 1946. Assistiamo i nostri clienti dal momento in cui il loro caro muore fino alla fine della cerimonia, sia offrendo supporto materiale con i nostri servizi funebri sia attraverso un supporto emotivo. 

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