Riassunto: a Milano circa 3 funerali su 4 si concludono con la cremazione, una percentuale nettamente superiore alla media lombarda (54,2%) e a quella nazionale (38,16%). Il dato ufficiale del Comune parla di 12.113 cremazioni su 15.902 decessi. Onoranze Funebri La Simonetta dal 1946 segue famiglie e volontà cremazioniste da anni, ed è tra le agenzie associate al Registro Italiano Cremazioni.
Ma analizziamo bene questa crescita delle cremazioni a Milano.
Milano è, tra le grandi città italiane, la città dove la scelta della cremazione si è diffusa di più. I numeri più recenti dell’ufficio statistico del Comune fotografano una città che ha ormai voltato le spalle alla sepoltura tradizionale come opzione predefinita, e ha reso la cremazione la pratica più diffusa in assoluto.
Vediamo cosa dicono i dati, perché Milano è così avanti rispetto al resto d’Italia, e cosa significa in pratica per chi si trova a dover scegliere.
I numeri ufficiali: tre milanesi su quattro scelgono la cremazione
Secondo i dati dell’ufficio statistico del Comune di Milano, nel 2023 le cremazioni in città sono state 12.113 su un totale di 15.902 decessi, tra residenti e non residenti. Il rapporto tra questi due numeri sfiora il 76%, un dato che colloca Milano ben al di sopra di qualunque altra grande città italiana. L’anno precedente le cremazioni erano state addirittura di più in valore assoluto, 13.102, ma su un numero complessivo di decessi più alto, 17.083, per effetto della coda della pandemia.
Anche le associazioni di categoria confermano la tendenza: Federcofit, che in Lombardia riunisce circa 90 imprese del comparto funebre, stima la percentuale di cremazioni a Milano intorno al 70%. Le due fonti raccontano la stessa storia con numeri leggermente diversi, ma il senso resta identico: a Milano la cremazione non è più un’alternativa di nicchia, è diventata la scelta più comune.

Il confronto con la Lombardia e con l’Italia
Per capire quanto Milano sia avanti rispetto al resto del Paese, basta guardare i cerchi concentrici.
A livello nazionale, secondo le statistiche SEFIT Utilitalia, l’incidenza della cremazione sul totale dei decessi nel 2023 si è fermata al 38,16%, in crescita ma ancora lontana dalla metà dei casi. A livello regionale, la Lombardia è cresciuta molto negli ultimi anni: la relazione della Regione sugli impianti di cremazione indica il 46,8% nel 2022, il 50% nel 2023 e il 54,2% nel 2024. Milano, con il suo 76% del 2023, corre quindi a una velocità doppia rispetto alla media nazionale e ben oltre anche la media della propria regione.
Un altro dato interessante riguarda la mobilità dei feretri fuori regione: nel 2024, secondo la stessa relazione regionale, il 19% delle cremazioni di residenti nella provincia di Milano è avvenuto in impianti fuori dalla Lombardia, soprattutto in Piemonte, complice la pressione sugli impianti locali nei periodi di maggiore richiesta.

Perché a Milano si sceglie così spesso la cremazione
Le ragioni dietro questo numero sono più di una, e si intrecciano tra loro.
La prima è economica. La cremazione costa meno rispetto alla sepoltura tradizionale, sia nell’immediato, perché non serve il cofano con controcassa in zinco previsto per l’inumazione o la tumulazione, sia nel lungo periodo, perché evita le spese di esumazione allo scadere della concessione cimiteriale. Chi vuole farsi un’idea più precisa dei costi può leggere il nostro approfondimento su come risparmiare sul funerale.
La seconda ragione riguarda la cultura e la fede. Milano è una città con un tasso di secolarizzazione più alto rispetto a molte altre aree italiane, e sempre più famiglie scelgono riti alternativi al funerale in chiesa, per cui la cremazione si sposa meglio con un rito laico o comunque meno legato alla tradizione della sepoltura a terra.
La terza ragione è più pratica, ed è legata allo spazio. Milano è una città densa, con cimiteri già molto occupati, e la cremazione richiede meno spazio fisico rispetto a un loculo o a una tomba a terra, sia per l’urna in un colombario sia per un’eventuale dispersione.
Il crematorio di Lambrate è sotto pressione
Numeri così alti mettono alla prova anche gli impianti. Il crematorio di Milano Lambrate, con le sue sei linee di cremazione, ha una capacità nominale intorno alle 7.200 cremazioni l’anno, ma nel 2024 ha superato le 10.000, tra le cifre più alte di tutta Italia insieme a Roma e Bologna. È uno dei motivi per cui la Regione Lombardia ha aperto un bando per la realizzazione di nuovi impianti e nuove linee sul territorio, e per cui in alcuni periodi dell’anno i tempi di attesa tra la richiesta e l’effettiva cremazione possono allungarsi rispetto alla media regionale di circa due giorni.
Per una famiglia alle prese con un lutto, questo si traduce in un motivo in più per affidarsi a un’agenzia che conosce bene i tempi e le procedure dell’impianto, ed è in grado di prenotare e coordinare ogni passaggio senza ritardi evitabili.
Cosa cambia in pratica per chi deve scegliere
Dietro ai numeri ci sono scelte molto concrete. La prima riguarda i documenti necessari per la cremazione, in parte semplificati dalla legge 182/2025, che dal dicembre 2025 consente la trasmissione digitale di gran parte delle autorizzazioni. Ne avevamo parlato nel nostro approfondimento sulla legge 182/2025 sul settore funebre, che ha reso la cremazione un servizio pubblico locale con tariffe fisse e non più scontabili.
La seconda scelta riguarda cosa fare delle ceneri. C’è chi opta per la tumulazione in un colombario, chi si informa su dove si possono disperdere le ceneri in Italia, e chi preferisce conservare l’urna a casa. Sul fronte delle urne, oggi le famiglie hanno a disposizione molte più opzioni rispetto a qualche anno fa, dalle urne cinerarie più classiche fino a soluzioni come la diamantificazione delle ceneri, pensata per chi cerca un modo diverso di custodire il ricordo.
Perché conviene iscriversi al Registro Italiano Cremazioni
Un aspetto che poche famiglie conoscono fino in fondo riguarda il modo in cui la volontà di cremazione viene messa nero su bianco. Il Registro Italiano Cremazioni è un’associazione nata nel 2014, senza scopo di lucro e con autorizzazione ministeriale, che raccoglie e fa valere la volontà cremazionista dei suoi iscritti ai sensi della legge 130 del 2001. Iscriversi significa avere la certezza che la propria scelta, comprese eventuali indicazioni su affidamento o dispersione delle ceneri, venga rispettata senza bisogno di un testamento pubblicato tramite notaio, e senza lasciare ai familiari il peso di una decisione presa nell’urgenza del momento.
Onoranze Funebri La Simonetta dal 1946 è tra le agenzie associate al Registro Italiano Cremazioni, e mette a disposizione delle famiglie uno sportello dove è possibile iscriversi o chiedere informazioni, anche in anticipo, come parte del percorso di disposizioni per il proprio funerale o dei funerali in vita.
Recap finale
I numeri raccontano una Milano che ha già fatto la sua scelta, e che continuerà probabilmente a spingere questa percentuale ancora più in alto nei prossimi anni, complice anche l’ampliamento della rete di impianti in Lombardia.
Per chi si trova a dover organizzare una cremazione, che sia per una scelta già espressa dalla persona cara o per una decisione da prendere in queste ore, avere accanto un’agenzia che conosce a fondo tempi, costi e procedure dell’impianto di Lambrate fa una differenza concreta.
Se hai bisogno di organizzare un servizio di cremazione a Milano, contatta Onoranze Funebri La Simonetta dal 1946: siamo disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per accompagnarti in ogni fase.
